Corte di Cassazione o. 4705/2024 i valori venali IMU sono fonti di presunzione suscettibili di prova contraria
La Cassazione conferma il valore di presunzione dei valori approvati dal comune ai fini dell’applicazione dell’IMU, suscettibili di diversa valutazione.
La Cassazione conferma il valore di presunzione dei valori approvati dal comune ai fini dell’applicazione dell’IMU, suscettibili di diversa valutazione.
Le delibere con le quali il Consiglio comunale, ex art. 52 del d.lgs. n. 446 del 1997, determina periodicamente e per zone omogenee i valori venali in comune commercio delle aree fabbricabili hanno la finalità di limitare il potere di accertamento dell'ente territoriale qualora l'imposta sia versata sulla base di un valore non inferiore a quello indicato in dette delibere che, pertanto, sono fonti di presunzione analoghe al cd. redditometro, sicché ammettono la prova contraria, con l'ulteriore conseguenza che, se il giudice ritiene dimostrato che ad un'area edificabile non può essere attribuito il valore individuato dal Comune, può disattenderlo e procedere ad un'autonoma stima utilizzando i parametri di legge (Cass., Sez. 5, Sentenza n. 17248 del 27/06/2019).

