Corte di Cassazione o. 19107/2026. IMU. Superabile il valore venale fissato con delibera comunale.
La Cassazione (ord. 19107/2026) stabilisce che il valore venale di un’area edificabile ai fini IMU fissato dal Comune può essere disatteso se non rispondente al valore reale di mercato.
Il valore venale dell’area edificabile individuato con delibera comunale può essere disatteso.
La controversia riguarda la determinazione del valore venale di un’area edificabile ai fini IMU, fissato dal Comune sulla base di una delibera regolamentare adottata ex art. 59, lett. g), d.lgs. 446/1997.
La società contribuente contestava il valore sostenendo di aver fornito elementi contrari (tra cui prezzo di compravendita e presenza di servitù), nonché richiamando una sentenza favorevole relativa ad altra annualità.
La Cassazione ha dichiarato il motivo inammissibile e comunque infondato, individuando i criteri necessari per ottenere una modifica ragionevole del valore:
- i valori delle aree edificabili determinati dal Comune per zone omogenee costituiscono presunzioni semplici, utilizzabili come base per l’accertamento
- tali presunzioni sono superabili solo con prova contraria rigorosa, concreta e documentalmente supportata
Nel caso specifico, la prova addotta dalla contribuente è stata ritenuta inidonea a incidere sulle valutazioni tecniche del Comune; il prezzo di vendita non costituisce parametro decisivo, potendo dipendere da molte variabili. Il richiamo a una precedente sentenza favorevole non rileva, perché il valore venale è elemento variabile nel tempo e quindi non è coperto da giudicato esterno tra diverse annualità.

