CGT Roma s. 9140/2024. Illegittimo l’accertamento sull’imposta di soggiorno basato su dati inesatti
Recentemente, la CGT di Roma si è pronunciata su avvisi di accertamento emessi dal Comune di Roma e oggetto di numerosi contenziosi.
Recentemente, la CGT di Roma si è pronunciata su avvisi di accertamento emessi dal Comune di Roma e oggetto di numerosi contenziosi.
Roma Capitale ha motivato l'accertamento incrociando il numero di pernotti dichiarati con le risultanze dei dati provenienti dall'Agenzia delle Entrate.
In realtà l'Agenzia delle Entrate non fa altro che rendere disponibili sul "Portale SIATELV2-Puntofisco", a beneficio degli enti locali che verificano la congruenza del contributo di soggiorno incassato, le informazioni trasmesse dal Ministero degli Interni.
Ne deriva che il confronto che Roma Capitale ha effettuato tra il numero di pernotti dichiarato al Fisco e il numero di pernotti trasmesso per ragioni di ordine pubblico alle Questure è fallace, perché non tiene conto delle notti di soggiorno effettive, né delle esenzioni dall'imposta.
Sono, pertanto, sicuramente inesatti i dati dei pernotti utilizzati da Roma Capitale per accertare la maggiore imposta di soggiorno.
La conclusione del giudice porta in primo piano la questione del contraddittorio preventivo che deve essere utilizzato in presenza di informazioni disomogenee rispetto al presupposto del tributo, come nel caso decritto, al fine di evitare pronunce sulla bontà della pretesa.

