Vai al contenuto

TARI accertamento e riscossione 2 min di lettura

Tribunale di Torino. S. 1151/2025. Canone unico pubblicitario dovuto sui messaggi pubblicitari nel centro commerciale

Il Tribunale di Torino conferma l’impostazione applicata nel precedente regime tributario in ordine all’imponibilità dei messaggi pubblicitari esposti in un centro commerciale, anche se apposti su vetrine di locali sfitti.

Il Tribunale di Torino conferma l’impostazione applicata nel precedente regime tributario in ordine all’imponibilità dei messaggi pubblicitari esposti in un centro commerciale, anche se apposti su vetrine di locali sfitti.

Non risulta accoglibile la doglianza circa la natura non pubblicitaria dei messaggi affissi all’interno del centro commerciale, motivata dall’opponente con l’affermazione che essi non avrebbero lo «scopo di promuovere e diffondere la domanda di beni o servizi, ovvero finalizzati a migliorare l’immagine del soggetto pubblicizzato» perché apposti su vetrine di locali sfitti. I cartelloni pubblicitari avrebbero perciò il solo fine di abbellire i locali del centro commerciale con funzione esclusivamente estetica e non di promozione di alcuna attività di impresa.

I messaggi pubblicitari oggetto di causa recano, a mero titolo esemplificativo: «shopping makes everything better», «un nuovo centro dedicato a te prossimamente qui» e ancora «nuove storie nuove passioni, prossimamente qui» e, al di là della funzione estetica che l’opponente attribuisce loro, mirano ad attirare l’attenzione del cliente frequentatore del centro commerciale e ad indurlo a recarvisi nuovamente in vista delle nuove aperture, invitando implicitamente all’acquisto all’interno del centro stesso e dei suoi negozi.

Occorre, infatti, distinguere la funzione sostanzialmente decorativa da quella pubblicitaria in grado di veicolare un messaggio diretto a raggiungere una pluralità di possibili acquirenti. Nel caso di specie, come accertato nella sentenza impugnata si tratta di "grandi fotografie che coprono l'intera superficie delle vetrine di un supermercato e rappresentano cibi vari (latte, verdure, pane, formaggi, ecc.), materie prime, scene agresti, persone che cucinano, persone che consumano pasti in compagnia della famiglia o di amici". Tali immagini inequivocabilmente promuovono l'attività dell'esercente e sono dirette a richiamare l'attenzione dell'eventuale acquirente, in quanto sono strettamente attinenti all'attività commerciale svolta all'interno del supermercato. Va ritenuta, pertanto, la natura pubblicitaria dei mezzi sottoposti a tassazione oggetto del presente giudizio, assolvendo gli stessi ad una funzione promozionale di vendita» (cass. civ., n. 1359/2019, in motivazione; v. anche cass. civ., n. 15449/2010).

Condividi

Ne parliamo?

Un referente Oesis ti risponde entro un giorno lavorativo.