Riscossione - amco. Audizione in Senato.
L’articolo 118, comma 3, del DDL di Bilancio 2025 introduce una rilevante misura finalizzata all’efficientamento della riscossione delle entrate degli enti locali.
L’articolo 118, comma 3, del DDL di Bilancio 2025 introduce una rilevante misura finalizzata all’efficientamento della riscossione delle entrate degli enti locali, con l’obiettivo di superare le criticità strutturali e incrementare le capacità di recupero. A tal fine, si prevede l’estensione del perimetro operativo di AMCO – Asset Management Company S.p.A., società controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, alla riscossione coattiva dei tributi locali.
Per la gestione operativa, AMCO si avvarrà – oltre che di una specifica sezione dedicata della propria struttura, dotata di autonomia e segregazione – anche di concessionari privati iscritti all’albo ex art. 53 del D.Lgs. 446/1997, selezionati mediante procedure competitive pubbliche, nel rispetto dei principi di trasparenza, imparzialità e concorrenza.
L’adesione dei Comuni sarà volontaria, salvo nei casi di inefficienza strutturale.
Si tratta di una misura di prevenzione dei dissesti: i crediti restano di titolarità dei Comuni, ma vengono gestiti in modo più efficace, a tutela dell’interesse collettivo.
A livello operativo si potrebbe ipotizzare l’emissione, a valere su tale patrimonio destinato, di strumenti finanziari partecipativi (“SFP”) in favore degli Enti locali. Questi, quali terzi apportanti, conferiscono al patrimonio destinato il mandato di gestione e riscossione dei propri tributi ed acquisiscono diritti amministrativi, informativi e di controllo calibrati per garantire il monitoraggio delle attività di riscossione.


