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TARI accertamento e riscossione 2 min di lettura

MEF. Fabbisogno standard TARI

Il Dipartimento delle Finanze ha aggiornato le linee guida per aiutare gli enti locali a definire i piani finanziari e le tariffe TARI per il 2026.

Il Dipartimento delle Finanze pubblica l’aggiornamento delle linee guida interpretative per l’applicazione del comma 653 dell'art. 1 della legge n. 147 del 2013 per supportare gli enti locali che devono approvare i piani finanziari e le tariffe della TARI per l'anno 2026.

https://www.finanze.gov.it/it/archivi/notizie/dettaglio-notizie/TARI-Fabbisogni-standard-Art.-1-comma-653-della-legge-n.-147-del-2013-Anno-2026-Aggiornamento-delle-Linee-guida

Il fabbisogno standard è utilizzato come benchmark: confronta il costo effettivo del Comune con il costo “standard” calcolato a livello nazionale.

Questo confronto serve a:

  • individuare scostamenti anomali e possibili inefficienze;
  • capire se i costi sono giustificati dalle caratteristiche territoriali (densità, distanza impianti, percentuale RD, logistica, ecc.);
  • verificare se il servizio è coerente con i livelli di costo “ragionevole” per enti simili.

Con la delibera ARERA 397/2025 (MTR3), il fabbisogno standard non è più una semplice informazione statistica ma diventa parte integrante della costruzione del PEF, incidendo su:

  • coefficiente di recupero di produttività (Xa)
  • coefficiente di potenziamento del servizio (Ka)
  • valutazione del rispetto del limite alla crescita annuale delle entrate tariffarie

Il Comune non può più approvare un PEF senza dimostrare come i costi effettivi si rapportano ai fabbisogni standard.

L’integrazione dei fabbisogni standard serve a garantire un controllo sulla crescita del gettito, che deve essere giustificata

Il MEF indica che ogni Comune ha un costo standard per tonnellata, determinato da:

  • un valore base nazionale (130,45 €/t);
  • correttivi legati a:
    • % raccolta differenziata,
    • distanza dagli impianti (+0,18 €/t per km),
    • presenza di centri di raccolta (–31,95 €/t),
    • densità abitativa, reddito, livello di istruzione,
    • gestione associata/non associata ecc.

Il risultato è un costo teorico “efficiente” calibrato sulle caratteristiche reali del Comune.

La simulazione per il proprio ente va effettuata dall’applicazione IFEL, accessibile alle credenziali del Comune.

https://www.fondazioneifel.it/banche-dati/costi-rifiuti

Le risultanze dei fabbisogni standard sono a oggi disponibili solo per le regioni a statuto ordinario. Pertanto, la norma recata dal comma 653 in questione non è applicabile nei confronti dei comuni delle regioni a statuto speciale.

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