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Canone unico 4 min di lettura

Il canone unico patrimoniale: le utenze di rete.

Con il Canone unico patrimoniale disciplinato dalla Legge 160/2019, è stata rivista la situazione tariffaria relativa alle occupazioni che si realizzano mediante cavi e condutture destinate ai servizi di pubblica utilità.

VERSAMENTO ENTRO IL 30 APRILE

Con il Canone unico patrimoniale disciplinato dalla Legge 160/2019, è stata rivista la situazione tariffaria relativa alle occupazioni che si realizzano mediante cavi e condutture destinate ai servizi di pubblica utilità. 

Il comma 831 dell’articolo 1 individua le tariffe da applicare, i termini di versamento e gli obblighi dichiarativi caratterizzati da strumenti telematici di adempimento compreso il ricorso al sistema del nodo dei pagamenti PAGO PA. 

Il sistema del nodo dei pagamenti ha sviluppato una modalità centralizzata di pagamento alla quale devono accedere gli operatori di rete, elemento che comporta un adempimento PAGO PA non generato dall’ente nella modalità pagamenti attesi, bensì esterno.

Intervento normativo di interpretazione del comma 831 ad opera del dl 146/2021

In particolare, la situazione che sembra configurarsi è la seguente:

  • Settori nei quali è prevista la separazione tra i titolari delle infrastrutture e chi effettua la vendita del servizio. Normativamente si tratta del settore del gas e dell'energia. In questo caso, la norma di interpretazione prevede che non si applica la scissione tra i due soggetti bensì che il versamento è dovuto dal titolare della concessione di rete in base al numero delle utenze del fornitore titolato a vendere il servizio. In pratica in questo caso non si applica quella occupazione in via mediata di cui parla il comma 831. Il testo di interpretazione probabilmente serve per questi casi e superare l'idea che entrambi dovessero versare il canone.
  • società meramente strumentali che intervengono in qualche momento di erogazione del servizio ma che non sono titolari delle reti né impegnati nella vendita del servizio: questi soggetti versano unicamente l’importo minimo pari a 800 euro 
  • settori nei quali siamo in presenza di titolari della concessione di rete e possibili diversi venditori del servizio: in tal caso agisce l’occupazione mediata del comma 831 per cui entrambi versano il canone, i primi come titolari delle reti e i secondi come occupazione mediata.

In sintesi, la tariffa della fattispecie in commento è di esclusiva competenza del legislatore nazionale e deve essere rideterminata sulla base dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo al 31.12 dell’anno precedente. Ciò si ritiene sia per l’importo minimo di euro 800 sia per la tariffa della singola utenza. L’obbligo in autoliquidazione compete al gestore di rete, secondo la norma di interpretazione autentica e deve essere accompagnato da dichiarazione da rendere all’ente (adempimento spesso trascurato) 

DEVE INOLTRE ESSERE PRESENTATA L’AUTODICHIARAZIONE AL COMUNE ENTRO IL 30 APRILE: comunicazione del numero degli utenti al 31/12 dell’anno precedente ne caso di occupazioni permanenti del territorio comunale con cavi e condutture, per la fornitura di servizi di pubblica utilità (gas, energia elettrica, acqua, calore, servizi di telecomunicazione e radiotelevisivi e di altri servizi a rete)

Per l’anno 2025, a seguito del comunicato pubblicato il 16 gennaio, si è registrato un incremento dell’indice FOI rispetto al dicembre precedente pari al 1,1% 

RIEPILOGO ISTAT

Il canone unico patrimoniale: le utenze di rete.

IL CANONE ANTENNE (DECORRENZA DAL 1° GENNAIO 2022). 

SCADENZA VERSAMENTO ENTRO IL 30 APRILE

Nella gestione del canone va tenuto conto dell’intervento normativo del comma 5-ter dell’art. 40 del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito dalla legge 29 luglio 2021, n. 108, che inserisce il nuovo comma 831-bis alla legge 27 dicembre 2019, n.160: 

831-bis. Gli operatori che forniscono i servizi di pubblica utilità di reti e infrastrutture di comunicazione elettronica di cui al codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, e che non rientrano nella previsione di cui al comma 831 sono soggetti a un canone pari a 800 euro per ogni impianto insistente sul territorio di ciascun ente. Il canone non è modificabile ai sensi del comma 817 e ad esso non è applicabile alcun altro tipo di onere finanziario, reale o contributo, comunque denominato, di qualsiasi natura e per qualsiasi ragione o a qualsiasi titolo richiesto, ai sensi dell'articolo 93 del decreto legislativo n. 259 del 2003. I relativi importi sono rivalutati annualmente in base all'indice ISTAT dei prezzi al consumo rilevati al 31 dicembre dell’anno precedente. Il versamento del canone è effettuato entro il 30 aprile di ciascun anno in unica soluzione attraverso la piattaforma di cui all'articolo 5 del codice di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82"

La norma è complementare rispetto al comma 831, ovvero prima si applica il comma 831 e per ciò che non vi rientra, si applica il comma 831 bis.

Sostanzialmente cavi e condutture anche delle telecomunicazioni si trova nel comma 831, mentre, antenne tralicci e stazioni radio si trovano nel comma 831 bis. Da qui la definizione comune di canone antenne di telefonia.

Riprendendo la nota IFEL del 2 novembre 2021, si elencano i punti chiave della norma:

  • il canone è fisso di 800 euro non modificabile dall’ente e prescinde dalla superficie realmente occupata dall’impianto
  • il “canone antenne” si differenzia da quello dovuto per l’occupazione del suolo comunale con cavi e condutture per la fornitura di servizi di pubblica utilità, disciplinata dal comma 831. La diversità è precisata in primo luogo dalla stessa nuova norma, laddove si prevede che il canone cd. “antenne” si applica alle occupazioni che “non rientrano nella previsione di cui al comma 831”, ovvero alle occupazioni che comunque riguardano suolo pubblico. 
  • Per quanto riguarda la differenza sostanziale tra le occupazioni disciplinate dai commi 831 e 831-bis, questa va ricercata nelle modalità di calcolo del canone dovuto. La quantificazione del canone per le occupazioni previste dal comma 831 è direttamente collegata al numero delle utenze, non considerate, invece, dal comma 831-bis. 

La scadenza per il versamento PAGO PA è posta al 30 aprile

Il canone unico patrimoniale: le utenze di rete.
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