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Corte di Cassazione sez. penale 39596/2024. Caratteristiche dell’occupazione di suolo mediante dehor

La sezione penale della Corte di Cassazione analizza la disciplina edilizia ai fini dei requisiti per installare su suolo pubblico un dehor con caratteristiche di stabilità.

La sezione penale della Corte di Cassazione analizza la disciplina edilizia ai fini dei requisiti per installare su suolo pubblico un dehor con caratteristiche di stabilità.

Nella sentenza numero 39596 del 28/10/2024 si legge; “Appare allora chiaro, anche alla luce del novum legislativo, che l’installazione di manufatti leggeri non destinati alla sola protezione dal sole e dagli agenti atmosferici ma stabilmente utilizzati, come nel caso di specie, come ambienti di lavoro, depositi o magazzini, con creazione di uno spazio stabilmente chiuso a servizio di esigenze tutt’altro che temporanee, costituisca intervento di “nuova costruzione” soggetto a permesso di costruire. Il che è coerente con la definizione di “interventi di nuova costruzione” data, come visto, dall’art. 3, comma 1, lett. e.5), d.P.R. n. 380 del 2001, che ancor oggi qualifica come tali i “manufatti leggeri, anche prefabbricati” che siano utilizzati come ambienti di lavoro, depositi o magazzini e non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee”

L’inquadramento produce effetto a livello tariffario per l’applicazione del CUP.
In caso di Dehor inquadrabile nella descrizione sopra riportata comporta l’applicazione della tariffa permanente.

La Corte di Cassazione sottolinea come la presenza di dehors stabilmente posizionati su suolo pubblico con strutture che comportano aumento dei volumi e di superfici dell’attività, necessita del permesso per costruire e, aggiungiamo, l’applicazione della tariffa CUP permanente.

Sui requisiti di precarietà, la sentenza individua i seguenti criteri:

  1. La natura “precaria” dell’opera, dunque, non deriva dalla tipologia dei materiali impiegati per realizzarla, né dalla sua facile rimovibilità, bensì dalla natura delle esigenze che essa intende soddisfare
  2. Lo stabile e permanente collegamento al terreno esclude sempre la natura precaria dell’opera
  3. le opere destinate a soddisfare esigenze non temporanee e quelle comunque stabilmente collegate al suolo condividono con gli “interventi di nuova costruzione” la loro attitudine alla trasformazione edilizia e urbanistica del territorio in via permanente.
  4. le opere stagionali e quelle dirette a soddisfare obiettive esigenze, contingenti e temporanee, sono soggette ad attività edilizia libera a condizione che siano tempestivamente rimosse al cessare dell’esigenza
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