Corte di Cassazione o. 29250/2025. Il termine di decadenza per l’infedele dichiarazione TARI si computano dall’anno di presentazione della stessa
La suprema Corte chiarisce il termine della decadenza per l’azione accertativa in caso di infedele dichiarazione TARI
La suprema Corte chiarisce il termine della decadenza per l’azione accertativa in caso di infedele dichiarazione TARI, da computare non al 31 dicembre del quinto anno successivo all’omissione (30 giugno) bensì assumendo a riferimento l’anno di presentazione della dichiarazione considerata infedele.
La Corte osserva che l’art. 1, comma 161 distingue gli accertamenti di ufficio dalle rettifiche delle dichiarazioni infedeli; non è, pertanto, condivisibile l’assunto secondo il quale il dies a quo del termine di decadenza sia lo stesso tanto per la dichiarazione infedele quanto per la dichiarazione che debba considerarsi omessa (in quanto non comprensiva di area o superficie autonomamente tassabile e non dichiarata). Nell’un caso l’infedeltà si correla, in senso proprio, al dato oggetto di dichiarazione (che, nella fattispecie, sembrerebbe porsi con riferimento alla superficie dichiarata, secondo lo stesso tenore del prodotto avviso di accertamento) mentre nell’altro l’infedeltà si sostanzia dell’omessa dichiarazione del bene suscettibile di autonoma imposizione (bene che, in quanto non dichiarato, va ripreso a tassazione nel più ampio termine posto in relazione al non assolto obbligo dichiarativo).

