Corte di Cassazione o. 20317/2024. Le esenzioni IMU devono essere provate dal contribuente
La Cassazione conferma l’atto impositivo del Comune per il recupero dell’IMU nei confronti di un ente non commerciale ritenendo l’atto impositivo emesso dal Comune sufficientemente motivato.
La Cassazione conferma l’atto impositivo del Comune per il recupero dell’IMU nei confronti di un ente non commerciale ritenendo l’atto impositivo emesso dal Comune sufficientemente motivato, con l’indicazione dei dati catastali degli immobili oggetto di tassazione e dei riferimenti normativi giustificativi della imposta applicata. Spetta al contribuente l’onere di provare la sussistenza dei presupposti oggettivi previsti dalla norma per fruire dell’esenzione dall’ imposta. Ciò è conforme all’orientamento della giurisprudenza di legittimità secondo la quale l’obbligo motivazionale dell’accertamento deve ritenersi adempiuto tutte le volte in cui il contribuente sia stato posto in grado di conoscere la pretesa tributaria nei suoi elementi essenziali.
La Cassazione osserva che il requisito oggettivo necessario ai fini dell’esenzione, costituito dallo svolgimento esclusivo nell’immobile di un’attività con modalità non commerciali, deve essere accertato in concreto e con onere probatorio a carico del contribuente.

