Commissione arconet - CUP. Profili contabili operanti dal 2027
La Commissione Arconet chiarisce che dal 2027 il Canone Unico Patrimoniale va trattato contabilmente come entrata tributaria, in linea con la Cassazione (sent. 12225/2025).
La riunione della Commissione Arconet del 27 maggio 2026 si è occupata del corretto trattamento contabile del canone unico patrimoniale dopo che la Sezioni Unite della Corte di Cassazione (sentenza 16 dicembre 2025, n. 12225), ha definitivamente chiarito che il canone unico, pur denominato “patrimoniale”, deve essere qualificato in ogni caso come entrata di natura tributaria.
La Commissione Arconet ha ritenuto necessario procedere ad un adeguamento sistematico del piano dei conti integrato e degli schemi di bilancio. n particolare, viene previsto che il canone unico:
- sia ricondotto tra le entrate tributarie (Titolo I) del bilancio finanziario;
- confluisca tra i proventi derivanti da tributi nel modulo economico;
- sia rilevato, sotto il profilo patrimoniale, tra i crediti tributari.
Tale impostazione comporta quindi il definitivo superamento dell’attuale collocazione nel Titolo III (entrate extratributarie), che fino ad oggi era giustificata dall’incertezza sulla sua natura.
Coerentemente con questa revisione, è prevista anche l’introduzione di specifici codici gestionali, sia per il canone relativo all’occupazione di suolo ed esposizione pubblicitaria, sia per il canone mercatale, con conseguente aggiornamento delle codifiche SIOPE.
Decorrenza differita (dal 2027) La Commissione ha chiarito che il nuovo inquadramento contabile troverà applicazione a partire dall’esercizio 2027. Pertanto, fino al 2026 incluso, continua ad applicarsi il regime transitorio, con utilizzo dei codici SIOPE originariamente previsti per le entrate da occupazione di spazi ed aree pubbliche.
Effetti immediati sulla disciplina delle delibere. Se sul piano contabile gli effetti sono rinviati al 2027, sul piano regolamentare e tributario gli impatti sono invece immediati, come evidenziato dalla rappresentanza del MEF.
La circolare n. 1/DF del 22 maggio 2026, richiamata nel corso della riunione, chiarisce infatti che, a seguito della qualificazione del canone come tributo, le deliberazioni regolamentari e tariffarie acquistano efficacia solo a seguito della pubblicazione sul sito del Dipartimento delle Finanze.
Per i Comuni ciò comporta l’obbligo di trasmissione delle delibere entro il 14 ottobre affinché avvenga la pubblicazione entro il 28 ottobre, con efficacia costitutiva. Per l’anno 2026, gli enti sono tenuti a trasmettere le delibere eventualmente già adottate per quell’anno, oppure in mancanza, l’ultima delibera vigente al 1° maggio 2026.
Nel corso della discussione, è emersa anche una riflessione di carattere più generale: la denominazione stessa di “canone” appare non coerente con la natura tributaria ormai riconosciuta, in quanto richiama un rapporto sinallagmatico tipico delle entrate patrimoniali.
È stata quindi evidenziata l’esigenza di un intervento normativo più ampio, volto a ridefinire in modo organico la disciplina, chiarire i presupposti impositivi, differenziare eventualmente le diverse fattispecie (occupazione, pubblicità, mercati). Tuttavia, non risulta ancora programmata una specifica volontà politica e, allo stato, non è ancora programmato.


