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AUDIZIONE DIRETTORE GENERALE DELLE FINANZE presso la commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria 17 luglio 2024. RISCOSSIONE IMU E TARI

La recente audizione del Direttore Generale delle finanze mette in evidenza alcuni aspetti di criticità della fiscalità compresa quella locale, il cui superamento potrebbe essere fortemente aiutato dallo sviluppo delle tecnologie digitali, in grado di rendere disponibili diverse informazioni utili anche per la riscossione.

La recente audizione del Direttore Generale delle finanze mette in evidenza alcuni aspetti di criticità della fiscalità compresa quella locale, il cui superamento potrebbe essere fortemente aiutato dallo sviluppo delle tecnologie digitali, in grado di rendere disponibili diverse informazioni utili anche per la riscossione. 

Allo stato attuale, la scarsa capacità di riscossione costituisce l’aspetto più preoccupante nella gestione finanziaria degli enti locali, a cui si affiancano differenze territoriali anche rilevanti: la percentuale di comuni che si pongono al di sotto della media nazionale di riscossione è elevata in alcune regioni del Sud. Sulla base delle informazioni a disposizione nella Banca dati delle Amministrazioni Pubbliche (BDAP) per gli esercizi finanziari relativi al periodo 2020-2022, ad esempio, si può osservare un incremento dei residui attivi e un corrispondente aumento dell’importo dell’accantonamento del fondo crediti di dubbia esigibilità. Quest’ultimo rappresenta un indicatore di performance di riscossione: a fronte di maggiori residui attivi (crediti) corrisponde anche un aumento della scarsa riscuotibilità degli stessi crediti (fondo crediti di dubbia esigibilità). L’utilizzo delle banche dati a disposizione, quindi, rappresenta un fattore abilitante per le attività di riscossione degli enti locali, che si concretizza attualmente con l’accesso diretto degli enti all’Anagrafe tributaria, alle banche dati catastale e ipotecaria, nonché quella del pubblico registro automobilistico.

Il direttore segnala inoltre la prossima entrata in vigore dell'applicazione informatica che permetterà di mappare le aliquote IMU.

A questo proposito, un elemento di notevole rilievo, che concorre all’implementazione dell’applicazione informatica in discorso, è collegato all’entrata in vigore, prevista per l’anno 2025, del sistema di determinazione delle aliquote IMU sulla base di fattispecie imponibili individuabili dai comuni esclusivamente tra quelle predeterminate con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze. Tale novità consente, da un lato, di delimitare il perimetro entro il quale il comune può esercitare la sua potestà regolamentare, nel rispetto dei principi costituzionali che ne regolano l’autonomia impositiva, dall’altro, rende possibile che i contribuenti, comprese le software house, dispongano di un valido supporto per il corretto pagamento dell’IMU. L’obiettivo è quello di rendere gli enti locali consapevoli delle potenzialità di tali strumenti e di assisterli nella loro concreta utilizzazione; attraverso una migliore riscossione e più efficiente controllo delle entrate.

In ordine invece alla Tari le analisi condotte sui versamenti dei comuni mettono in luce una performance di riscossione migliorabile.

Per un campione rappresentativo di 5.711 comuni italiani, risultano effettivamente riscossi solo 6,4 miliardi rispetto ad entrate previste in bilancio pari a 9,5 miliardi di euro, con una capacità media di riscossione che si attesta al 67%. In termini di applicazioni pratiche, l’analisi svolta consente di fornire indicazioni ai comuni basate sulla differenza tra la loro efficienza di riscossione e l'efficienza media dei comuni simili all'interno dello stesso gruppo. In sintesi, i comuni con un'efficienza di riscossione inferiore rispetto ai Comuni con caratteristiche simili del gruppo (concentrati nell'Italia Centrale e in Sicilia) mostrerebbero un “potenziale” di miglioramento della loro efficienza e potrebbero usare la media del gruppo come obiettivo realistico da raggiungere.

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