ARERA. Deliberazione 43/2025
ARERA ha pubblicato le risultanze dell’indagine conoscitiva promossa nel 2024 sulla metodologia tariffaria che riguarda la TARI (tributo e corrispettiva).
ARERA. DELIBERAZIONE 43/2025.Chiusura dell’indagine conoscitiva, avviata con deliberazione dell’Autorità 41/2024/R/rif, sui criteri di articolazione dei corrispettivi applicati nel servizio di gestione dei rifiuti urbani.
ARERA ha pubblicato le risultanze dell’indagine conoscitiva promossa nel 2024 sulla metodologia tariffaria che riguarda la TARI (tributo e corrispettiva). Alla data del 4 novembre 2024, risultavano trasmessi (principalmente da singoli Comuni in qualità di responsabili dell’attività di “gestione tariffe e rapporto con gli utenti”, ciascuno per il proprio rispettivo territorio) i dati e le informazioni relativi a 4.019 ambiti tariffari per il 2023 e a 3.928 ambiti tariffari per il 2022 10 (solo 21 dei quali pluri-comunali), corrispondenti ad una popolazione servita di poco inferiore al 70% della popolazione italiana. Sulla base delle informazioni acquisite, con riferimento ai diversi regimi di prelievo applicabili, a livello nazionale il regime di TARI tributo presuntiva risulta predominante (82% in termini di popolazione servita), con la TARI tributo binomia quale forma di prelievo prevalente (77%), mentre l’adozione della TARI tributo monomia appare minoritaria (5%); nel contesto dei regimi a tariffazione puntuale (18%) la tariffa corrispettiva risulta più diffusa (14%) rispetto al regime di TARI tributo puntuale.
Le elaborazioni svolte hanno evidenziato un’elevata variabilità sia nell’incidenza della quota fissa e della quota variabile delle entrate tariffarie articolate all’utenza, sia nella ripartizione delle medesime entrate alle due categorie di utenza domestica e non domestica, con utilizzo frequente di criteri, qualora esplicitati, generici o basati su stime e parametri presuntivi, con esiti quindi molto variegati, nonché con potenziali effetti distorsivi nell’allocazione dei costi nell’ambito della struttura dei corrispettivi e tra le diverse categorie di utenza. La persistente parcellizzazione tariffaria a livello comunale sembra comportare, perfino all’interno del medesimo bacino di affidamento, un’eterogeneità nei criteri di articolazione, in termini di difformità di trattamento nella ripartizione dei costi tra le diverse categorie di utenza domestica e non domestica, nonché di disallineamenti all’interno delle medesime categorie, per esempio nel livello di progressività tariffaria per le c.d. famiglie numerose nell’ambito dell’utenza domestica.
In considerazione dell’utilizzo diffuso dei criteri di cui al d.P.R. 158/99, sia per la ripartizione dei costi tra le due categorie di utenza domestica e non domestica, sia per la commisurazione della tariffa alle singole utenze (utilizzo peraltro non limitato al solo regime di TARI tributo binomia, in quanto si riscontra un esteso ricorso ad alcuni dei parametri presuntivi ivi valorizzati anche in regime di tariffa corrispettiva), si pone la questione dell’attualità dell’impostazione ivi prefigurata, tenuto conto della profonda evoluzione subita nel frattempo dal settore dei rifiuti; in particolare ci si riferisce ad aspetti quali: l’adeguatezza della superficie dei locali come fattore effettivamente indicativo della potenzialità di produzione dei rifiuti, la rappresentatività ed esaustività delle categorie di attività ivi previste per le utenze non domestiche, nonché l’idoneità degli intervalli di valori dei coefficienti potenziali di produttività dei rifiuti, anche alla luce della possibilità riconosciuta alle utenze non domestiche di fuoriuscire dal servizio pubblico, in tutto o in parte.
Si ritiene necessario, quindi, prevedere misure idonee a contenere l’eterogeneità, introducendo regole uniformi a garanzia di maggiore parità di trattamento, assicurando ovunque la medesima coerenza al principio PAYT.
Diventa dunque fondamentale un intervento che valorizzi le attività di misura, la cui diffusione appare ancora limitata sul territorio nazionale e concentrata soprattutto nei contesti più avanzati e di governance più matura e consolidata, con l’emergere di un divario tra le diverse aree del Paese.

